GRAZIE PIETRO

Pietro: uno dei miei grandi maestri di vita


Avevo promesso che nei prossimi post avrei parlato dei passaggi che ho iniziato a fare e che sto facendo, da qualche mese a questa parte, per comprendere chi sono, cosa voglio e per prendere in mano le redini della mia vita.
Tuttavia qualche sera fa mi sono trovato a sentire la mancanza di una persona in particolare di Tempo di Vivere... e mi ha ispirato questo scritto... scritto che gli dedico con affetto.

Ci sono momenti in cui, della vita all'ecovillaggio, mi mancano alcune situazioni, mi mancano le persone, mi mancano momenti vissuti con ognuna di loro, mi mancano i gatti e la viva natura che mi circondava.
La mancanza più forte, che emerge più spesso, è quella per i bambini (Pietro e Isotta).
Avrei voluto viverli molto di più, dedicargli più tempo, godermeli di più.

PIETRO


Pietro
Pietro
Pietro, in particolare, è stato per me uno dei maestri e degli specchi più grande.
Nonostante ci siano molte differenze nell'approccio e nell'educazione avuti con Pietro da parte dei suoi genitori, rispetto a quelli avuti con me da piccolo da parte dei miei genitori, rivedevo Pietro in me in tante circostanze... in quello che vivevo, dentro me, da bambino e da adolescente e in quello che, a volte, vivo dentro me anche da adulto.
Alcune reazioni e comportamenti di Pietro scatenavano in me tanta compassione per lui e tanto amore, altre mi scatenavano rabbia e senso di impotenza, altre ammirazione sognante... eppure, anche se in alcuni casi provavo rabbia nei suoi confronti, erano atteggiamenti in cui mi rivedevo da piccolo e in cui mi rivedevo anche da grande.
Mi sentivo un pò in colpa e un pò stranito per il fatto che, anziché comprenderlo, mi emergeva rabbia in determinate situazioni.
Sapevo come poteva sentirsi e perché, avrei potuto comprendere, invece la mia mente si rabbuiava e si annebbiava, non riuscivo a riflettere lucidamente, a portare in me la pazienza e la calma necessarie per comprendere.
Così preferivo il silenzio e lasciar perdere... allontanarmi da lui.

Pietro non mi assomiglia per niente nella saggezza.
Da bambino non mi sono mai sentito saggio come ho sentito saggio Pietro... spesso neanche da adulto.
Pietro ha, secondo me, un contatto molto diretto con la sua anima.
Pietro è un bambino come tanti, ma, come tutti noi, è unico e irripetibile e la sua unicità è meravigliosa.
La sensibilità, la capacità di amare chiunque, la voglia di vivere e giocare, il sorriso, l'argento vivo che ha addosso, la semplicità, l'innocenza, l'ingenuità, l'intelligenza, l'autenticità, la capacità di essere sé stesso nel piacevole e nel meno piacevole.
In queste qualità Pietro rappresenta tutto quello che io ho massacrato del bambino che ero... tutto quello che, con fatica, ogni giorno, cerco tanto di recuperare.
Quando non ero già più a Tempo di Vivere mi è stato detto che un giorno Pietro, sentendo la mia mancanza e chiedendo di me, disse che era preoccupato da ciò che c'è dentro di me.
Questo mi colpì molto... era come se io riuscissi a vedere in lui e lui in me... ho avuto come la sensazione di un filo conduttore invisibile fra noi e, il fatto che lui abbia solo otto anni e abbia detto una cosa simile, è stato per me incredibile.

Io ho provato spesso preoccupazione e paura per ciò che ho dentro... questo ha portato non accettazione, odio, disprezzo, vergogna, a volte persino schifo verso me stesso da parte mia... ed è una sensazione che non auguro a nessuno.

Ho promesso a Pietro delle cose che non ho mantenuto e, pur non volendolo, l'ho tradito, l'ho abbandonato, l'ho deluso, l'ho ferito.
Con Pietro e Isotta ho provato in parte l'ebbrezza di fare il genitore e la difficoltà di questo ruolo... per quanto potevo essere convinto di una certa modalità di approccio, di un certo tipo di educazione e di cosa non volevo perpetrare, avendolo subito e non essendomi piaciuto, ho sbagliato tanto e ho perpetrato ciò che, avevo giurato a me stesso, non avrei mai voluto passare a un altro bambino.

Grazie, Pietro, per tutto ciò che mi hai dato e mi dispiace per tutto ciò che io non ti ho dato, ti chiedo scusa.
Ti voglio bene.  

AUGURI

Auguro a tutti di passare dei piacevoli momenti di festa con i vostri cari e, se avete i vostri figli intorno a voi, guardateli e dategli una carezza come fosse la prima volta che li vedete, osservate nel/la bambino/a la meraviglia piena di vita e ingenuità che eravate e nel/la ragazzo/a o nell'/a uomo/donna l'essere umano unico e irripetibile che è diventato/a.
Guardateli con amore e siate grati alla vita e soddisfatti di voi stessi per aver avuto l'onore e la responsabilità di aver coltivato una nuova vita.

Un abbraccio a voi e alle vostre famiglie.
Ancora tanti auguri.

              Scritto da Andrea Cusati sabato, 26 dicembre, 2015


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2 commenti:

  1. Vedi di dare una botta in testa a quella parte che ti fa sentire continuamente colpevole, e se ne hai occasione anche a chi te la ha cresciuta e rafforzata.

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    1. Penso che rendersi conto e ammettersi di aver sbagliato sia utile a non ripetere certi errori.
      Nel mio scritto mi sono certo sentito dispiaciuto, ma non in colpa.
      Quando mi sono reso conto che la realtà in cui vivevo non mi apparteneva ho scelto di lasciarla, se avessi scelto di restarci per le persone, per gli altri, avrei continuato a perseverare nell'errore.
      Questo ha implicato darmi e dare un dispiacere, ma, proprio per quanto ho appena scritto, non mi sento in colpa.

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