IL MIO SCOLLOCAMENTO

Racconto il mio Scollocamento


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BREVE PREMESSA

"Scollocarsi" è un verbo che in italiano non esiste in modo ufficiale, deriva dalla parola "Scollocamento", che a sua volta deriva da "Ufficio di Scollocamento", un libro scritto da Simone Perotti e Paolo Ermani.
"Ufficio di Scollocamento" è un libro che, più che un libro, è un'idea in due parole.
L'idea è quella di Scollocarsi, appunto, da un sistema chiaramente fallimentare, prima che affondi e ci trascini negli abissi con lui.
La parola "Scollocamento" non è stata messa sotto diritti d'autore dagli autori del libro, affinché chiunque potesse prenderla, utilizzarla e darle vita... ognuno a modo suo.
L'importante è che una buona idea che nasce nel mondo dell'immaginario venga poi concretizzata nel mondo reale, concreto e pratico.
In questo post voglio raccontare il mio Scollocarmi e il significato che ha per me questa parola, che fino a due anni e mezzo fa mi era sconosciuta.


COME NASCE L'IDEA DI SCOLLOCARSI E COME INTENDO LO SCOLLOCAMENTO

Che questo sistema sia una zattera piena di falle pronta ad affondare, nonostante nei tempi d'oro ci siamo illusi fosse una nave inaffondabile e perfetta, credo sia opinione di tantissime persone.
La scelta di abbandonare un sistema per crearsene uno nuovo è un passo, anch'esso venuto in mente a moltissime persone, ma di più rara attuazione pratica.
Cosa vuol dire "staccarsi dal sistema"?
Molte persone (io stesso anni fa) danno per scontato che "staccarsi dal sistema" voglia dire: fare l'eremita su un'isola deserta o sulla cima sperduta di una montagna, vivendo all'età della pietra, senza luce, senza gas, senza riscaldamento, senza soldi e nutrendosi di animali cacciati o radici.
Altrimenti sarai sempre schiavo del sistema!
Per me non è assolutamente così.
Scollocarsi dal sistema è un obbiettivo, un percorso, una serie di step da superare con una volontà di ferro, con impegno.
Scollocarsi dal sistema è riappropriarsi della propria mente, della propria libertà intellettuale, è ridurre l'istinto per dare più spazio al libero arbitrio.
Scollocarsi dal sistema è prima di tutto una scelta interiore, quindi bisogna esserne convinti e lavorare, plasmare, prima di tutto noi stessi, tutti i giorni.
Scollocarsi dal sistema non è fare a meno di tutto di botto, senza neanche porsi il dubbio se tutto sia da buttare e niente si possa utilizzare o riutilizzare in maniera diversa.

COME ATTUO IL MIO SCOLLOCAMENTO

La mia scelta di vivere il progetto, oggi ecovillaggio concreto e reale, di Tempo di Vivere non è sempre stata stabile e consapevole, ma continuando un percorso interiore iniziato due anni e mezzo fa con i fondatori del progetto, mi sono convinto, con prove inconfutabili che ho osservato e osservo nella mia vita e in quella di chi mi circonda, che sia questa la strada più opportuna per realizzare lo Scollocamento dal sistema, per come lo intendo io.
Ogni giorno affronto dinamiche emotivo/comportamentali interiori e di gruppo.
Ogni giorno mi accorgo che i dogmi del sistema che non condivido e faccio di tutto per eliminare, mi sono entrati talmente in profondità da non rendermi conto di metterli in pratica dopo averli pensati, attraverso il mio modo di parlare, di pormi, di comportarmi.
Ogni giorno mi accorgo di quanta arida devastazione questa società lascia dentro di noi e come spesso chi ci ha devastato di più è chi ci ha voluto più bene e ha cercato di fare tutto a fin di bene.
Questa è la crudeltà più grande di un sistema studiato per continuare a vivere e proliferare su uno schiavismo lavorativo, etico, morale, dell'anima.
Viviamo in uno schiavismo invisibile e subdolo che siamo convinti di scegliere in modo consapevole, responsabile ed adulto.

ECCO COME MI STO SCOLLOCANDO

Nella vita comunitaria sto affrontando nei primi mesi varie difficoltà ed esperienze per me nuove, come quella di relazioni sentimentali con persone del gruppo o esterne.
Questa era una cosa che non immaginavo così complessa e piena di responsabilità quando cercavo di immaginarmi i pro e i contro del convivere con altre persone.
Mi sono anche accorto di continuare a scegliere una donna senza la maturità emotiva e personale di una scelta responsabile, equilibrata e adulta.
Comprendo ogni giorno di più che le cazzate di film visti, di libri letti e di storie ascoltate su questo fantomatico amore, sulla metà della mela di Platone, mi hanno fatto crescere con la convinzione di essere incompleto, di non andare bene per come sono se non trovo la mia dolce metà.
Ho ancora il tarlo in testa che è normale vivere nel bisogno di una donna che mi faccia sentire forte, sicuro, adeguato, visto, amato e che se non ho una donna cui delegare il compito di soddisfare questi miei bisogni infantili, io non riesco a soddisfarmeli da solo e quindi a stare bene con me stesso.
Questi sono gli Scollocamenti sentimentali e mentali che voglio acquisire!
Voglio riprogrammarmi mentalmente, voglio scegliere in modo responsabile ed essere libero!
Scollocarmi è comprendere quanta paura c'è sotto la mia rabbia, è guardarla negli occhi e affrontarla per scioglierla, sapendo che la paura è parte di me, che mi è anche utile e che voglio imparare ad amarla, a ringraziarla di esistere.
Facendo leva sulla paura, attraverso il clima di terrore/terrorismo, chi governa il sistema ci tiene per le palle.
Scollocarmi è imparare ad amarmi e di conseguenza imparare ad amare gli altri, trasformare l'odio e il rancore in compassione e affetto.
Scollocarmi vuol dire imparare a centrarmi su me stesso, sulla persona adulta che sono nel qui ed ora, equilibrandomi.
Scollocarmi è armonia e benessere con me stesso.
Scollocarmi vuol dire imparare a relazionarmi con gli altri, parlando loro in modo diverso, vuol dire ascoltarmi e accogliermi per star bene con me stesso e poi essere in grado di ascoltare e accogliere il mio prossimo.
Scollocarmi vuol dire contribuire a crescere dei bambini diversi in un clima diverso, vuol dire diventare una guida adulta anche per loro.
Scollocarmi vuol dire cambiare il modo di lavorare, non eliminare i soldi, vuol dire scoprire cosa mi piace fare e farlo senza limiti.
Scollocarmi vuol dire imparare a farmi qualcosa di utile delle mie emozioni spiacevoli.
Scollocarmi vuol dire sapere di non essere solo e che quando inciamperò, sbaglierò, non mi amerò e non crederò in me, avrò attorno un gruppo di persone che sarà pronto a sorreggermi e a fare per me ciò che in quel momento non sono in grado di fare, aiutandomi così a riprendere il cammino.
Scollocarmi è rinforzarmi come persona adulta per essere io una delle persone che aiuterà nel gruppo l'altro a rialzarsi quando cadrà. Scollocarmi è il mio impegno di voler diventare adulto a 37 anni, è la voglia di prendermi le mie responsabilità, è la volontà di impegnarmi, è il cadere e rialzarmi, è il credere che qualcosa di diverso si può fare, è avere molta più fiducia nel genere umano rispetto a come mi viene dipinto da tante persone, è condividere e solidarizzare con chiunque incontro sul mio cammino.

CHIUSA

Penso di essere stato sufficientemente esaustivo e non voglio dilungarmi.
Quello che ci tengo molto a far presente è che: vivere in Tempo di Vivere, come vivere da apprendisti Scollocandi semiScollocati, è un percorso fatto di tappe.
Non c'è una verità assoluta e un'unica modalità.
Non vuol dire essere perfetti, già arrivati o avere capito tutto della vita e di come gira il mondo.
Fra il fare e il capire c'è un abisso.
Con impegno e coi miei compagni di viaggio io ogni giorno costruisco il mio Scollocamento e stiamo dando vita un nostro progetto di Scollocamento Solidale che possa passare gli strumenti per un efficace Scollocamento a chi vorrà Scollocarsi.

E tu come vuoi Scollocarti? :-)

  
              
              Scritto da Andrea Cusati mercoledì, 3 dicembre, 2014


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2 commenti:

  1. Ciao Andrea, il mio nome è Linda
    Da un pò di tempo sono qui dietro a seguire quel che scrivi....e se lo seguo é perché condivido gran parte di quel che leggo, evito complimenti e frasi standard, a me interessa '' l'origine'' o anche la'' ragione'' per cui tu stai facendo una scelta, perché SCOLLOCARSI da un sistema come il nostro non è semplice.Molte volte cresciamo come automi, guidati, condizionati, omologati dentro e dietro un copione ereditato dalle nostre culture genitoriali e ambientali.....poi ad un bel punto. magari anche avanzando un età più matura e indipendente, o spinti da continue delusioni, inganni, insoddisfazioni, ci rendiamo conto di procedere per un'altra strada, forse quella che non abbiamo mai ascoltato a livello interiore, perchè appunto non consapevoli autonomamente.

    Sappiamo perfettamente che a quel bivio tantissime persone si imbattono su un cammino pericoloso pensando di annullare completamente la propria esistenza, parlo di comportamenti che per debolezza psicologica e fisica ricorrono a droghe, farmaci, alcool, suicidio....

    Visto le alternative a cui ci portano inevitabilmente le PRESE DI COSCIENZA, io apprezzo la TUA DI SCELTA....sono anche certa che tu abbia provato attimi di sconforto, non è facile per nessuno credo, ma se soffrire ci porta a queste concretezze finali, attuate da te come esempio, possono essere o servire come stimolo positivo per tanti altri.

    Credo, tra l'altro che sia anche molto realistico parlare delle debolezze personali, molte persone forse anche chiuse o introverse, leggendoti non si sentono sole nel loro vissuto o vivere quotidiano.
    Ciao

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    Risposte
    1. Ciao Linda.
      Innanzitutto grazie degli spunti di discussione che poni e dei complimenti.

      Sì, questo mio blog nacque per raccontarmi a tutto tondo nelle mie esperienze di vita, mettendomi a nudo in modo profondo sia nel piacevole che nello spiacevole, proprio per raccontarmi e condividere nelle varie situazioni che ho affrontato in questi anni,
      Qualcuno ha voluto approfondire il rapporto relazionale su altri canali e anche fuori dal web e questo è stato molto bello.

      Spesso nei webinar che facciamo qui a Tempo di Vivere (e sullo Scollocamento abbiamo 12 persone proprio il prossimo week-end per un corso di due giorni) dico che sono in cammino nello Scollocamento, per me termine ampio a cui cerco di dare il mio significato in questo post.

      La paura a volte riemerge, così come le insicurezze, non sempre va liscia e di errori dentro e fuori da me, di ricadute interiori, ne faccio ancora.
      L'importante resta per me l'obbiettivo chiaro.
      Quando hai quello è lo scoglio che ti terrà a galla fino al passare della tempesta, è la carota davanti all'asino, andrai dritta come un fuso costi quel che costi.

      Ci vuole volontà e impegno quotidiani, ma indietro, alla mia vecchia vita, non ci tornerei mai.

      La strada in salita che ho scelto di percorrere mi ha staccato da un sistema culturale imposto a genitori e insegnanti in cui ci viene inculcato che l'emozione spiacevole sia da etichettare come negativa, come sbagliata, come una cosa da cui fuggire e di cui vergognarsi.
      Come ben dici anche la sofferenza ci è utile e se in natura l'abbiamo vuol dire che ci serve per stare bene e migliorarci, per evolverci e non per massacrarci.
      Sta a noi utilizzarla al meglio.

      Ti abbraccio forte e continua a seguirmi nel mio blog personale su Tempo di Vivere, mi raccomando! :-)

      Ciao.

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Grazie anticipatamente del commento che ti sentirai di lasciare. Un abbraccio.