CHI E' LO STRONZO?


"Preoccupati di essere felice, non di avere ragione". (Buddha)


Foto che mi ritrare seduto su un masso
Io
Chiuso nella mia testa e nei miei pensieri.
Pensieri neri.
Paura.
Rabbia.
Odio.
Ce l'hanno tutti con me.
Sbagliano a comportarsi così.
E' loro il problema, non mio.
Vado malino, ma non come loro.
Ogni fatto avvalora le mie tesi, ho ragione io.
SONO LORO GLI STRONZI!
Sono verde di rabbia.
Odio.
Rancore.
Conflitto.
Competizione.
Bisogni.
Emozioni non riconosciute.
Dolore.
Sofferenza.
Mi odio.
Mi detesto perché sono un fallito di merda, perché tanto va sempre a finire così, perché in fondo non so fare di meglio, perché credo di aver capito e non ho capito un cazzo, perché gli stronzi non sono loro ma io... io che faccio soffrire le persone, io che faccio incazzare, io che mi faccio odiare, io che a volte non so abbracciare, io che odio e mi sembra di non riuscire ad amare.
Sono una persona spregevole, sono il diavolo, sono la peste nera.
Sono come l'aids: se mi conosci mi eviti.
Non vedo più nulla... solo buio.
Fatico a vedere e godere del bello che mi circonda.
Non vedo l'amore che mi vogliono le persone intorno a me.
Non vedo quanto io gli voglio bene.
Non vedo il buono che regalo, né il buono che ricevo.
Non vedo più l'obbiettivo, non vedo più il mio progetto.
Altro dolore e sofferenza che mi infliggo perché me lo merito... SONO IO LO STRONZO!
Grazie a me e a qualcuno che, grazie al cielo, c'è, mi fermo.
Rifletto.
Piango.
Piango poco e contenuto.
Faccio un passino verso chi ho trattato male perché credevo colpevole e... vedo l'amore che provano per me.
Mi sento confuso e mi sento ancora più stronzo... più colpevole... ma i colpevoli sono anche loro.
Il conflitto riprende, ma ora è più debole.
Non resisto molte ore e alla fine crollo.
Il nodo in gola che ho serrato fra la testa e il cuore per molti giorni esplode.
Sdraiato sotto le stelle in un prato di una strana tiepida serata di ottobre piango per un tempo che mi sembra infinito.
Esce tutto, tranne parole.
Non servono, non ne sento il bisogno.
Tutto prende un senso, tutto trova il suo centro, tutto si incontra su quella collina dove l'anno prossimo costruiremo un orto sinergico.
Le lacrime, la saliva e il muco bagnano la terra amica, che accoglie tutto e mi abbraccia con la sua energia viva.
Armonia.
Voglia di abbracciare e di amare.
Pace.
Mi sento benedetto e penso che non esistano parole per descrivere tutto questo.

             Scritto da Andrea Cusati lunedì, 20 ottobre, 2014


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