TEMPO MORTO

Il tempo a volte vola, a volte meno, altre volte è vissuto intensamente, altre volte è morto e sembra non passare mai... ma è sempre utile viverlo


Sullo sfondo il cielo, in primo piano una mano che mostra un orologio fuso
Tempo morto.
A volte ripenso a quando guardavo i cartoni animati da piccolo a casa di mia nonna.
Avevo 5 anni.
Alcuni ricordi sono nitidi, il più non lo sono.
In quei momenti mi sento vecchio, sembra passata un'eternità e sembra che il tempo abbia galoppato velocissimo.
Altre volte il tempo sembra non scorrere mai, va lento come quando si guarda un'orologio per qualche minuto o la sabbia che scende piano in una clessidra.
Sto imparando a rallentare, a godermi il tempo, anche quello apparentemente morto.
Ultimamente mi godo anche il tempo doloroso, il tempo fatto di emozioni spiacevoli, il tempo che mi tiene lontano da qualcuno.
Per quanto la tecnologia si sia incredibilmente evoluta in poche decine d'anni, non siamo ancora al teletrasporto per raggiungere chi vogliamo a tempo zero, forse non lo creeremo mai... e forse sarebbe meglio così.
Idem per una bella macchina del tempo che ti faccia vivere l'era che vuoi, sistemare gli errori passati o fare diversamente certe scelte di cui ti penti o, ancora, per saltare i momenti noiosi e apparentemente senza senso.
Ho maturato l'idea che non c'è niente di inutile.
La natura è fatta di calma, di silenzio, di tempi morti e tempi lunghi.
Credo che per maturare, per rafforzarsi, per imparare, per crescere, per vivere meglio, per fare qualcosa di utile di un'esperienza servano i tempi morti, il tempo della meditazione.
Se non lo si utilizza per fare pensieri ansiosi e poco logici, per farsi trascinare dal proprio cervello nel baratro dell'incupimento, ma si ragiona con lucidità, sapendo anche staccare e godendosi il momento di tanto in tanto, io credo che siano utilissimi i tempi morti, le attese, le transizioni.
Fai ciò che è utile al tuo benessere e cambia ciò che puoi cambiare imparando ad accettare ciò che non puoi cambiare.
Un abbraccio.

                 Scritto da Andrea Cusati martedì, 22 luglio, 2014


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