L'IMPORTANZA DEL FARE

Agire anche quando non se ne ha voglia, mettersi a fare qualcosa anche se ci sembra che nessuna cellula del nostro organismo voglia farla, smettere di giustificare il perché non facciamo e cominciare a usare termini propositivi che ci aiutino a metterci in gioco e prendere in mano la nostra vita

IL PROBLEMA

Buongiorno a tutti.
E' parecchio che non scrivo sul blog e questo ha a che fare col post che sto scrivendo.
Per tutta la vita ho atteso che le cose mi piovessero dal cielo, io che non ho mai creduto in un destino scritto mi sono messo in mano al fato ad aspettare che la buona stella illuminasse la mia vita.
Pur sentendomi una persona fortunata ero infelice quasi quotidianamente.
Contribuiva alla mia infelicità, oltre a tante altre cose, il fatto che io non abbia mai trovato la mia strada, la mia vocazione, insomma non mi sentivo realizzato.

LE CAUSE

Le cause di tutto ciò sono diverse: convinzioni limitanti, comportamenti abitudinari, pigrizia mentale, appiattimento culturale, abitudine e insicurezza.
A volte queste cause si presentavano tutte insieme, mentre a volte alcune di loro facevano capolino, diciamo che le prime due sono la base del mio problema.


CONVINZIONI LIMITANTI

Le convinzioni di base che abbiamo sulla vita e sul come gira il mondo nascono prevalentemente nel passaggio da bambini ad adulti.
Il bisogno che abbiamo in un determinato momento può essere soddisfatto o frustrato, la conseguenza sarà un'emozione piacevole o spiacevole e nascerà una convinzione che potrà essere limitante o facilitante e infine questo ci darà un valore che potrà essere costruttivo o tranello (cioè un finto valore, tipo: "il mondo è pieno di gente aggressiva che vuole avere la meglio su di me (convinzione limitante) e io per proteggermi (valore tranello) aggredirò per primo").
Noi basiamo la nostra vita su tutto questo, gli stereotipi che abbiamo in testa sono questo: bisogni che all'origine sono stati soddisfatti o frustrati.
Nel nostro mondo interno elaboriamo i primi due passaggi (bisogno - emozione) e nel mondo esterno proiettiamo la nostra verità (convinzioni - valori).
Credendo sia verità assoluta ciò di cui siamo convinti senza rendercene conto faremo finire le cose sempre in quel modo al fine di darci ragione.
La mia convinzione limitante riguardo il fare qualcosa che vorrei e non riuscire ad attivarmi per farla è che non ne sono capace, chiunque ne sarebbe capace ma non io, io non so neanche da che parte iniziare.

COMPORTAMENTI ABITUDINARI

Quando mi sento fortemente inadeguato a fare qualcosa significa che è emersa la mia parte bambina che mi porta il suo senso di inadeguatezza, se non la riconosco e la accolgo in automatico il mio cervello formula un pensiero "non fare nulla se no ti sentirai ancora più incapace", il pensiero diventa un comportamento di difesa, in questo caso un blocco al fare quel qualcosa che vorrei fare per non sentirmi ancora più inadeguato nel farlo.

Confermandomi così la convinzione limitante, cioè che è verissimo che non sono capace di fare quel qualcosa dato che alla fine non lo faccio.

PIGRIZIA MENTALE

Per quanto mi riguarda la pigrizia mentale è l'andare avanti con l'istinto per forza d'inerzia e quando incontro una cosa su cui c'è da pensare troppo e impegnarsi vado subito sotto pressione avendo voglia di lasciarmi trascinare dalla corrente senza cercare di lottare per nuotare verso riva facendo qualcosa di più utile per me.


APPIATTIMENTO CULTURALE

Sempre secondo me l'appiattimento culturale è il pensiero comune.
Cioè, io non ho voglia di fare determinate cose per cui evidentemente non mi piacciono.
Mi hanno cresciuto ragionando su queste basi quindi è così (verità assoluta).
Questo rafforza le mie convinzioni limitanti e le mie false verità.
False verità poiché è un ragionamento che non ha senso.
Perché mai io dovrei desiderare di fare qualcosa che non mi piace?!
E perché mai io dovrei trovare un problema il fatto di bloccarmi nel fare qualcosa che non mi piace?!
Capite il paradosso in cui finisco?

ABITUDINE

L'abitudine è dura a morire e più avanti si va con gli anni più ce ne si accorge.
Mi sono detto: o vado avanti così sapendo dove mi porterà questa scelta (dato che è una vita che vivo comportandomi così) oppure cambio qualcosa.
I lavori sono ovviamente sempre in corso perché l'istinto mi porta ad agire nella modalità che sono più allenato ad utilizzare, come un automa... e qui torniamo alla pigrizia mentale.

INSICUREZZA

Sull'insicurezza c'è molto lo zampino della mia parte bambina di cui parlavo all'inizio del post e senz'altro anche della convinzione limitante.
Se io mi credo incapace non posso che dimostrare e dimostrarmi di esserlo davvero.

SOLUZIONI

Come ho risolto tutto ciò?
Ho trovato molto utile parlare con me stesso, capire cosa bloccava la mia voglia di mettermi a fare.
Ho trovato utile cambiare linguaggio con cui mi parlo, anziché dirmi che DEVO fare una cosa mi dico che VOGLIO farla, anziché dirmi che mi IMPONGO di fare mi dico che faccio perché MI PIACE, piccole cose che ci si abitua a dirsi fanno la differenza poiché il nostro cervello è condizionato dalle immagini che gli mandiamo attraverso il linguaggio.
La cosa più importante da tenere sempre in considerazione è che noi guidiamo la nostra mente, non il contrario. Noi siamo padroni della nostra vita e delle nostre scelte.
Un abbraccio a tutti.
Alla prossima. 

                   Scritto da Andrea Cusati giovedì, 3 ottobre, 2013

Forse può interessarti anche questo post:

- Il paradosso


COPYRIGHT: quest'opera (testi, foto e video) è protetta dai diritti d'autore rilasciati da Creative Commons. Questo vuol dire che siete liberi di pubblicare e diffonderne i contenuti a patto che citiate la fonte originale. Qualunque uso dell'opera diverso da quanto espresso dall'autore è considerato violazione dei diritti d'autore. Grazie.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie anticipatamente del commento che ti sentirai di lasciare. Un abbraccio.