IL PARADOSSO

Viviamo in un conflitto, in un corto circuito continuo, nell'interpretazione, nel ripetere all'infinito il nostro dolore e non sappiamo come rompere queste catene invisibili che ci tengono in schiavitù della nostra mente, diventarne consapevoli è già un passo importante verso l'uscita dal tunnel della sofferenza per entrare nel mondo dell'accoglienza e della conoscenza di noi stessi


Immagine che raffigura scalinate sparse alla rinfusa senza una logica con persone che le salgono o le scendono a testa in giù o dritte o in perpendicolare rispetto al senso dell'immagine. Sta a raffigurare il paradosso.
Paradosso.
 IL DIALOGO DELL'ASSURDO


 -"Ciao Luca!"-

 -"Uè Paolo! Ciao! Come stai?"-

 -"Si tira avanti."-

 -"Non capisco, scusa. Come stai?"-

 -"Si tira avanti ti ho detto."-

 -"Ah, ok. No, perché notavo che non   hai risposto alla domanda. Ti ho  chiesto come stai e non capisco cosa  c'entri il tirare avanti. E' come se ti  chiedessi che ora è e tu mi  rispondessi che hai la schiena  bloccata."-

-"Hai ragione. In effetti "si tira avanti" è un modo per dire che va tutto di merda."-

-"Cosa ti sta andando di merda?"-


-"Ma non li leggi i giornali? Non guardi la televisione? Non ascolti la radio? Ne parlano tutti anche nei bar e al mercato. C'è la crisi."-

-"Hai problemi economici per via della crisi?"-

-"Mhà... ad essere sincero io personalmente non più di tanto. Io e mia moglie lavoriamo tutti e due, abbiamo un contratto a tempo indeterminato, in più ci manca un anno alla pensione. Si spera non le spostino ancora ovviamente."-

-"Allora non capisco... perché sei preoccupato per la crisi?"-

-"Ma per le solite cose no: i soldi ci sono ma si fatica ad arrivare a fine mese e poi c'è il futuro. Non ci pensi al futuro?"-

-"Sì bè ci sta di pensare al futuro però tu stai per andare in pensione e poi non hai figli."-

-"E menomale per ambedue le cose, guarda. Comunque c'è il fatto che qui non si sa quanto reggerà l'economia italiana... e se arrivassi alla pensione e poi me la tolgono perché fallisce tutto e non ci sono più soldi?"-

-"Sarebbe un bel problema, vero. Pensi che potrebbe accadere?"-

-"Potrebbe, chi lo sa. Non ho la sfera di cristallo però qua tutto va in vacca."-

-"Diciamo allora che potrebbe andare così, ma anche no."-

-"Sì, bè, certo, ovvio."-

-"Hai altri problemi che ti affliggono? Mi sembri stanco, svogliato e ansioso."-

-"Di problemi ce ne è sempre mille, anzi se ne vuoi un pò te ne cedo volentieri."-

-"Se ti può far star meglio cedimene qualcuno, per un amico si fa questo ed altro."-

-"Scherzi sempre. Come faccio a cederti dei problemi? Mica sono merce che si può scambiare, ognuno ha i suoi. Poi i miei non te li auguro proprio."-

-"Pensi siano più gravi dei miei?"-

-"Non so i tuoi problemi, quindi non posso giudicare, ma sei sempre così rilassato e sorridente, molto probabilmente non hai grattacapi simili ai miei."-

-"Quindi il fatto che io sia spesso allegro e rilassato ti porta a credere che non abbia problemi o che i miei problemi siano poca cosa?"-

-"Più o meno... sì ma non ti offendere per questo, non voglio mancarti di rispetto giudicando cose che oltretutto non conosco."-

-"No, figurati. Chiedo perché fatico a capire ciò che vuoi dirmi e quali siano i tuoi problemi."-

-"Che ti posso dire... mia moglie! Ecco, quello è un bel problema."-

-"Non sta bene?"-

-"No no, sta benissimo... quello è il problema. Dai scherzo. Il fatto è che rompe sempre. Mi dice che non facciamo mai niente insieme e quando le propongo di fare qualcosa non ne ha voglia, la sera ha sempre un muso lungo, in casa fa poco o niente, ceniamo con la televisione accesa e dialogo zero. Che palle! Ma chi me l'ha fatto fare di sposarmi? Invece una mia collega è sempre sorridente, chiacchiero un sacco con lei e a furia di fare la pausa pranzo insieme sto iniziando a conoscerla meglio e mi piace. E' dolce, simpatica, si preoccupa per me, ha voglia di conoscermi per quello che sono..."-

-"Allora lascia tua moglie, prova a frequentare questa tua collega e stai a vedere che succede."-

-"E sì bravo. La fai facile te. Cosa faccio? A sessant'anni mi separo? E se poi non vanno bene le cose con l'altra mi faccio la vecchiaia da solo? Mia moglie poi non mi riprende più, cosa credi. A questa età non si possono fare colpi di testa. Io sono una persona matura."-

-"Dunque i problemi che ti affliggono sono tua moglie e la situazione economica dell'Italia?"-

-"Sì. Bè, non solo. Guarda anche il governo, non fanno altro che mettere tasse e prendere un sacco di soldi. Adesso chi voto alle prossime elezioni? Me lo sai dire? Non credo più a nessuno di loro e ho una rabbia dentro quando li sento parlare in tv che prima o poi faccio come il bombarolo di Fabrizio De Andrè! Ste teste di cazzo. Non se ne salva uno. Tasse, tasse, tasse, solo questo sanno fare. Leggi per i loro porci comodi e tasse. Lasciamo perdere sto tasto del governo và."-

-"Economia italiana, tua moglie e governo."-

-"Già. Senza contare la mia squadra che è decima in classifica, il mio capo che mi rompe il cazzo dalla mattina alla sera stressandomi, il lavoro che faccio che oltre a farmi cagare mi stressa da morire, il vicino di casa che rompe i coglioni per il rumore e poi ha la radio sempre ad alto volume fino le dieci di sera, mia mamma che ha un sacco di problemi e tra un pò dovremo pensare o a metterla in un ospizio o a trovare una badante... e chi la paga la badante? E chi paga l'ospizio? Bhà... fortuna che mio padre è morto anni fa senza rompere le palle a nessuno... senza pesare su nessuno. Brutta roba la vecchiaia... anche io comincio a sentirla. Acciacchi, dolori, ti muovi un attimo e ti blocchi, un colpo d'aria e ti blocchi, ho il diabete, mi sono operato alla prostata, più avanti vai e più ne saltano fuori! Che vita di merda... qua a tribulare fino al giorno della mietitura."-

-"Un sacco di problemi hai... non c'è che dire."-

-"Già... questo lo vedo anche io. Non hai consigli da darmi almeno per uno dei miei problemi?"-

-"Difficile, perché ognuno vive le cose a modo suo e non vorrei sembrarti invadente."-

-"Ma no, figurati. Te lo sto chiedendo io di darmi un consiglio!"-

-"Io personalmente non posso fare nulla per fermare chi ci governa quindi ho deciso di non votare più e non pagare più le tasse."-

-"Ma no dai! Che dici?! Le tasse vanno pagate e il voto va dato a qualcuno. L'esempio lo dobbiamo dare noi cittadini adulti e onesti. Loro devono lavorare per noi seriamente e non cazzeggiare a suon di milioni di euro!"-

-"Se vedi insormontabile il problema del governo potrei dirti che io anni fa facevo un lavoro che non mi piaceva e avevo un capo che era una vera testa di cazzo, così mi sono creato un'attività mia da casa con internet e ho guadagnato anni di fegato."-

-"Vabbè dai, ma io sono a un anno dalla pensione e poi ho sessant'anni, mica adesso mi metto a ricominciare da capo e a capire internet che non so neanche accendere un computer!"-

-"Ah ok... passiamo allora al tuo vicino. Gli hai detto che il rumore che fa ti infastidisce?"-

-"Per l'amor di Dio! Non gliel'ho detto perché già viene a rompere le palle lui ogni due per tre, ci manca che vada a cercarlo io! Lui arriva viene lì e mi dice che tengo la tv troppo alta. Ma per chi mi ha preso? Pensa che io me ne freghi degli altri? Non è alta la tv! E anche se fosse? Ho sessant'anni, magari non ci sento più bene. Lui ha 30 anni... che se ne vada a fare in culo!"-

-"Potresti provare a dirgli quello che pensi senza saltare a conclusioni affrettate."-

-"Ma dai, io che vado da quello lì a parlarci. Ma non esiste, si può inculare. Oooohhh (sospiro) amico mio, menomale che non lavori alla posta del cuore. Non prendertela ma non sai proprio dare consigli. Purtroppo la vita è dura e molto spesso siamo bloccati dalle realtà crudeli e tristi che ne fanno parte. Non esiste il mondo delle fiabe dove c'è una soluzione a tutto e il lieto fine assicurato."-

-"Mhà... forse hai ragione. Bè Paolo, ti chiedo scusa ma ho un impegno cui tengo, dovrei andare."-

-"Ma dai, saranno più di due anni che non ci becchiamo e vai già via? Non ti sarai mica offeso perché ti ho detto che non sai dare consigli?"-

-"Ma no, figurati. Ti capisco bene e ti ripeto che sono anche d'accordo con te su certe cose. E' proprio che ho un impegno."-

-"Non mi hai detto ancora nulla di te... abbiam parlato tutto il tempo di me. Come sta tua moglie? E tuo figlio?"-

-"Non ci sono più. L'anno scorso se ne sono andati in un incidente d'auto."-

-"Oh cazzo... scusa, non lo sapevo..."-

-"Come potevi?"-

-"Vieni qui... fatti abbracciare..."-

-"Grazie. Sto andando da loro, è giusto un anno oggi che sono morti e volevo passare dal fioraio prima."-

-"Sì, certo, capisco. Oh, scusami, non ti trattengo. Mi aveva fatto piacere vederti e così volevo sapere qualcosa di te."-

-"Figurati... non devi giustificarti. Ci mancherebbe, anche a me ha fatto piacere rivederti. Scambiamoci i numeri dai, magari una sera di queste usciamo a bere qualcosa."-

-"Volentieri."-

-"Ma cos'hai? Ti sei incupito all'improvviso."-

-"Bè... sono rimasto di sasso dalla notizia che mi hai appena dato... poi... mi sento una merda... vorrei chiederti scusa."-

-"Perché mai ti senti una merda e mi vuoi chiedere scusa?!"-

-"Poco fa ti ho detto che credevo che i tuoi problemi fossero più piccoli dei miei senza sapere che tu affrontavi una tragedia simile nella tua vita."-

-"Come hai appena detto non potevi saperlo, quindi non sentirti in colpa. In secondo luogo io non affronto nessuna tragedia nella mia vita, nè sento ciò che mi è capitato come un problema. Io sto bene e se tu mi avessi chiesto come stavo ti avrei detto che sto bene. Quindi alla fine avevi perfettamente ragione: i miei problemi, se così li vuoi chiamare, sono più piccoli dei tuoi."-

-"Mmmmmhhhh... il tuo ragionamento fila, ma mi sento lo stesso una merda."-

-"Amico mio, per questo tuo sentirti così non posso farci nulla."-

-"E' proprio vero che c'è sempre chi sta peggio."-

-"Io non sto peggio. Paolo, non offenderti tu adesso e cerca di rilevare l'amore che sta nelle parole che pronuncerò adesso. Anche se è tanto che non ci vediamo ti voglio bene e, credimi, provo tantissima compassione per te. Penso che dell'abbraccio di prima avessi più bisogno tu che io. L'hai detto tu che ho sempre il sorriso rilassato. Mi sento sorridente e rilassato. Io ho sempre accettato il piacevole e lo spiacevole dalla vita cercando di ricavarne qualcosa di utile per me e quello che avviene in me ad ogni emozione ho imparato a gestirlo in funzione del mio benessere. La mia impressione, correggimi se sbaglio, è che tu viva come uno schiavo che aspetta quel che il suo padrone vuole allungargli e non cerca minimamente di scappare perché ha una fottuta paura di rompere le catene che lo legano. Se potrà farti piacere ne parleremo ancora davanti a una tazza di caffè, chiamami. Ti voglio bene e ti abbraccio forte. Scusami ma ora voglio andare da mia moglie e mio figlio. Ciao."- 

                    Scritto da Andrea Cusati lunedì, 25 marzo, 2013


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